Una guida, con le domande
Video per i nipoti: 40 domande da fare a chi li registra
Il problema non è convincerli. È che davanti alla telecamera non sanno cosa dire, e dopo trenta secondi chiedono di smettere. Qui trovi le domande da fare, divise per il giorno in cui il video si aprirà, e come organizzare un pomeriggio senza farne una cerimonia. Tu fai la domanda, loro rispondono. È l’unica cosa che funziona.
In questa pagina
Perché le domande le devi preparare tu
Chiedere «dì qualcosa ai nipoti» non funziona. È una richiesta grande e senza bordi, e chi la riceve capisce subito che deve dire una cosa importante. Le cose importanti, dette a comando, escono male: vengono fuori i consigli e i saluti, e i consigli invecchiano in due anni.
Una domanda precisa, invece, si risponde senza accorgersene. «Com’era la casa dove sei cresciuto?» dura quattro minuti, e dentro ci sono i nomi, il cortile, il cane, una frase di suo padre. È quello che un bambino di otto anni riguarderà a venticinque. Il consiglio no.
Come organizzare il pomeriggio
- Scegli prima le date, non i temi. Dieci video sono dieci giorni precisi: il diciottesimo compleanno di uno, la maturità di un altro, un Natale fra sei anni. La data decide la domanda, e toglie il peso di dover dire tutto in una volta.
- Stampa le domande e tienile tu. Chi registra non deve leggere niente: guarda te, non un foglio.
- Il telefono appoggiato, non in mano, a mezzo metro, all’altezza degli occhi. La finestra dietro di te, non dietro di loro, altrimenti viene tutto controluce.
- Una domanda alla volta, e poi stai zitto. La pausa dopo la risposta è dove arriva la parte buona. Non riempirla.
- Fermati a cinque. Un pomeriggio rende cinque video buoni. Dal sesto si sente la stanchezza, e si vede.
Le date servono adesso, non dopo: si sceglie la persona e il giorno, e il video resta sigillato fino ad allora. Chi lo riceve non sa cosa c’è dentro. Si fa dall’app.
Le date fino a due anni sono gratis. Più in là serve il Premium, oppure i primi trenta giorni dopo l’iscrizione, che per le date valgono come il Premium: vent’anni.40 domande, divise per quando si apre
Scegline tre per ogni video. Tre risposte vere valgono più di venti domande fatte di fretta.
Per il prossimo compleanno o il prossimo Natale
- Che regalo ti ricordi ancora, di quando avevi la sua età?
- Cosa stai facendo in questo periodo della tua vita, mentre registri questo?
- Com’è andato quest’anno, raccontato a chi lo guarderà fra uno?
- Cosa ti fa ridere di lui, in questi mesi?
- Qual è la cosa che gli dici sempre e che non sta mai a sentire?
- Come si festeggiava il Natale in casa tua, da bambino?
- Che cosa vorresti che faceste insieme, quest’anno?
- Com’era il tuo compleanno alla sua età? Chi c’era?
Per un giorno che ha già una data: i diciotto anni, la maturità, la laurea
- Cosa stavi facendo tu a diciotto anni? Dove vivevi, con chi uscivi?
- Qual è stata la prima cosa che hai comprato con i tuoi soldi?
- Che lavoro volevi fare, e com’è andata a finire?
- Com’è stato il tuo primo giorno di lavoro?
- Che consiglio ti hanno dato i tuoi che hai capito solo molti anni dopo?
- Qual è la cosa più avventata che hai fatto a quell’età, e che è andata bene lo stesso?
- Di cosa avevi paura a vent’anni che oggi ti fa sorridere?
- Come vi siete conosciuti? Racconta il giorno, non il riassunto.
- Qual è stata la decisione più difficile della tua vita?
- Cosa rifaresti uguale, e cosa no?
- Che cosa ti ha sorpreso di più, crescendo?
- Se a diciotto anni avessi potuto chiedere una cosa a tuo nonno, cosa gli avresti chiesto?
Per un giorno lontano, senza un’occasione
- Descrivi la casa dove sei cresciuto, stanza per stanza.
- Che lavoro facevano i tuoi genitori, e com’erano fatte le loro giornate?
- Da dove viene il nostro cognome? Chi è il parente più lontano di cui sai il nome?
- Qual è la ricetta che sai fare a occhio? Spiegala come se la stessi facendo.
- Che musica ascoltavi, e dove la ascoltavi?
- Com’era il quartiere allora? Cosa c’era al posto di quello che c’è adesso?
- Qual è il viaggio che ricordi meglio, e perché quello?
- Raccontaci una cosa di te che non ti abbiamo mai sentito dire.
- Qual è stato il periodo più bello della tua vita?
- Che cosa vuoi che non si dimentichi, di questa famiglia?
Le domande dirette, una per ogni nipote
- Di’ il suo nome e quanti anni ha adesso. Si vedrà piccolo da come ne parli.
- Com’era appena nato? A chi somigliava?
- Qual è la prima cosa che ha fatto che ti ha fatto pensare: questo è lui?
- Che cosa sa fare meglio di te?
- Cosa speri che non gli cambi, crescendo?
- Qual è una cosa di cui sei stato fiero senza mai dirglielo?
- Che cosa vuoi che sappia di te, che adesso non può capire?
- Qual è il posto dove vorresti che tornasse almeno una volta?
- Se potesse sentirti una volta sola, cosa vuoi che gli resti?
- Chiudi dicendo che giorno è, che ore sono e chi c’è in casa adesso.
Prima di sederti con un’altra persona, provalo su di te: sessanta secondi da questo browser, e scegli se rivederlo fra una settimana, un mese o un anno. Serve a capire com’è parlare a una telecamera sapendo che quel video si apre molto più avanti.
Provalo in un minuto È un video per te stesso: per mandarlo a qualcun altro serve l’app.Perché un video e non una lettera
Una lettera tiene quello che pensava. Un video tiene anche com’era: la voce, le mani, la cucina dietro, il momento in cui si interrompe per ridere. Sono le cose che nessuno scrive, perché a nessuno viene in mente di scriverle.
E chi non scrive volentieri parla volentieri. Una pagina bianca ferma quasi tutti; una domanda fatta da te non ferma nessuno.
È quello che fa Lumideo: si registra un video, si sceglie la persona e il giorno, e resta sigillato fino ad allora. Nessuno può aprirlo prima, nemmeno chi l’ha registrato, perché la data la controllano i nostri server. Quel giorno a chi lo riceve arriva un’email con un link, e il video parte nel suo browser: non deve installare niente.
Quattro errori che fanno finire tutto in mezz’ora
- Chiedere un messaggio invece di una risposta. «Dì qualcosa ai nipoti» produce trenta secondi di saluti. Una domanda precisa produce quattro minuti di racconto.
- Farne una cerimonia. Vestito buono, salotto buono, tutti seduti intorno: così esce il discorso, e il discorso è la parte che nessuno riguarda. La cucina di pomeriggio è meglio.
- Puntare subito alla data più lontana. Il primo video non si fa per i diciotto anni di qualcuno: si fa per il Natale che arriva. Vederne arrivare uno rende naturale registrare gli altri.
- Lasciare i file nel telefono. Un video «da dare quando sarà grande» dentro una cartella dura quanto il telefono. La data e la persona si decidono adesso, una volta sola.
Domande
Quanto può essere lontana la data?
Fino a due anni con l’app gratuita. Fino a vent’anni con il Premium, e anche nei primi trenta giorni dopo l’iscrizione, che per le date valgono come il Premium. Un video per i diciotto anni di un bambino nato oggi ci sta dentro; uno per la sua laurea a venticinque anni no.
Si può aprire prima?
No. Una volta sigillata, la capsula non si apre prima della data, nemmeno per chi l’ha registrata. La data la controllano i nostri server, quindi spostare l’orologio del telefono non serve a niente.
Chi lo riceve deve avere l’app?
No. Il giorno in cui si apre gli arriva un’email con un link, e il video parte nel suo browser. L’app serve a chi registra.
Quanto può durare un video?
Due minuti con l’app gratuita e nei primi trenta giorni, dieci minuti con il Premium. Dal browser, sessanta secondi.
Si possono registrare dieci video in un pomeriggio?
Sì, ognuno con la sua data e la sua persona, in una sessione sola. È il modo in cui funziona meglio: un pomeriggio adesso, e poi quei video arrivano uno alla volta negli anni.
La parte difficile è sedersi la prima volta. Le domande ce le hai, le date si scelgono in due minuti, e il resto lo fa la persona davanti alla telecamera.
Gratis, e le prime date le puoi scegliere stasera.